lunedì 1 settembre 2008

Un Patto per competere nel mondo


La globalizzazione è mutata nel corso degli ultimi anni: è un processo in continuo divenire che obbliga le aziende a cambiare e ristrutturarsi incessantemente per restare al passo e non perdere competitività. Lo scenario e le regole sono diversi anche rispetto a pochi mesi fa. La crisi finanziaria internazionale è grave e durerà ancora a lungo. La zampata dell’orso ha esteso i suoi dolorosi effetti nell’economia reale, mettendo le imprese in una situazione critica e delicata, limitandone l’accesso al credito. Le banche ormai sono attentissime a prestare e prestarsi denaro, come ho più volte scritto, la banca va ormai convinta con i numeri e i fatti: è d’obbligo quindi presentarsi con un business plan dettagliato e realistico. I tempi in cui si andava dal direttore di filiale di fiducia a farsi concedere un fido in amicizia sono ricordi passati. Non bisogna però demonizzare gli istituti di credito che tra ristrutturazioni interne e diffidenza diffusa continuano ad avere un ruolo fondamentale per la crescita delle imprese. Anche in periodi così torbidi qualche banca riesce a inventare nuove soluzioni per la propria clientela. Banca Monte Paschi di Siena, una delle più antiche al mondo, propone un servizio nuovo con un certo sapore di tradizione. Il nuovo prodotto si chiama Patto: una consuetudine “storica”, proprio come avveniva molti anni fa, in cui ci si accordava stringendosi la mano e mantenendo la parola data. Patto è un contratto di credito con il quale la banca si impegna a sostenere un piano d’impresa per la durata di 5 anni, deliberando nell’immediato una o più linee di credito a medio e/o a lungo termine. Nella fase di investimento o di ristrutturazione l’azienda ha bisogno di essere affiancata da un partner creditizio affidabile; ne consegue che, risolti i problemi di copertura finanziaria, l’impresa potrà concentrare i propri sforzi esclusivamente nella fase realizzativa dell’investimento a tutto vantaggio dell’efficacia del business plan. Un ulteriore vantaggio per l’impresa è quello di definire fin da subito le tipologie di finanziamento, i relativi importi, durata e condizioni. Ciò consente di fissare il costo del servizio del debito e di predisporre con maggiore esattezza i conti economici prospettici. L’utilizzo di tali linee di credito potrà avvenire al concretizzarsi di determinati eventi di gestione ben individuati nel contratto, inerenti il piano di impresa presentato dall'azienda o riconducibili al rispetto di covenants di tipo quantitativo e di tipo qualitativo/comportamentale. Una volta realizzato uno step del progetto indicato nel piano, viene automaticamente erogata una nuova linea di credito predisposta precedentemente. Per ora si possono finanziare progetti non inferiori ai 300 mila euro, a tasso variabile (Euribor 6 mesi) o a tasso fisso (IRS di periodo) che verranno maggiorati di uno spread in base a rating aziendale, alla durata del finanziamento e alle garanzie prestate. È sufficiente insomma presentare un business plan pluriennale, tracciando un determinato percorso di crescita che implicherà investimenti iniziali e successivamente capitali di funzionamento. MPS poi delibererà la somma massima di rischio che è disponibile ad accordare nel periodo di validità del piano, segmentandola tra varie tipologie di finanziamento sulle quali si potrà concretizzare l'utilizzo. La vera novità è quindi l’approccio della banca verso il cliente, al quale non vende un finanziamento, ma sposa un piano industriale in cui vuole essere partecipe rischiando insieme all’imprenditore. Ovviamente questo prodotto può essere utilizzato anche per progetti di espansione sui mercati internazionali ed è compatibile con gli altri strumenti pubblici a sostegno dell’internazionalizzazione, come l’intervento di Simest a valere sulla legge 100/90 e le garanzie finanziarie di SACE che non hanno alcun costo per l’impresa. MPS è così la prima banca che cerca di instaurare con il proprio cliente un rapporto consulenziale da pari a pari. D’altronde l’impresa ha bisogno della banca per finanziare la propria crescita, ma senza imprese le banche non possono andare lontano.

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